| THE SULLEN SULCUS Review |
Mourning Beloveth 'The Sullen Sulcus' L' industria musicale è proprio bizzarra. Mi sembra che sia quasi impossibile che le grosse label europee abbiano finora ignorato i Mourning Beloveth. Il five piece irlandese è al secondo full lenght (più svariati demos ed eps) e ci propone un doom metal vecchio stampo di scuola europea, che fa riferimento ad Anathema, Cathedral e My Dying Bride. La qualità del lavoro è eccellente: sei lunghe songs dall' incedere funereo (verso i dieci minuti ciascuna con punte di quindici!) e iper-rallentato che emanano umori sulfurei e catacombali. L' artwork prima di tutto, completamente rosso, è bellissimo e da l' idea precisa di una musica celebrale e ossessiva allo stesso tempo. I Mourning Beloveth sono solenni quanto i Morgion e tristi quanto gli Anathema; inoltre, le sensazioni emanate da songs come "It Almost Looked Human" e "The Insolent Caul" tradiscono un sapore epico molto particolare, che li avvicina, a livello di mood, ai connazionali Primordial. L' atmosfera è elevata, anche se i momenti acustici sono molto pochi (l' inizio di "Narcissistic Funeral" o la parte con la voce pulita della title-track): in questa insistenza sul riffing elettrico ricordano i primi Cathedral. Altro punto a favore è l' uso della voce dal growl notevole alternato alle parti pulito/recitate. In definitiva, un album molto suggestivo che se qualche volta paga dazio in sede di originalità, offre comunque profonde sensazioni. Supportateli perché meritano di più. Benzo |